Assocoral, associazione di categoria che dal 1977 rappresenta e tutela le imprese e i lavoratori del comparto corallo e cammeo, è da sempre impegnata nel presidiare le tematiche normative che incidono sul settore.
In questi giorni, Preziosa Magazine ha dedicato un approfondimento alla recente legge 34/2026 in materia di artigianato, raccogliendo anche il contributo del Presidente Vincenzo Aucella, che ha espresso una posizione condivisa dall’intero direttivo associativo.
Sin dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, Assocoral ha avviato un’attenta analisi delle disposizioni introdotte, con particolare riferimento all’articolo 16, relativo al “Riferimento all’artigianato nella pubblicità”:
«Nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio o nella promozione dei propri prodotti o servizi da essa commercializzati, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all’artigianato e all’artigianalità dei prodotti e dei servizi, se essa non è iscritta all’albo di cui al primo comma e non produce o realizza direttamente i prodotti e servizi pubblicizzati o posti in vendita qualificandoli come artigianali; lo stesso divieto vale per i consorzi e le società consortili fra imprese che non siano iscritti nella separata sezione di detto albo…»
Pur in assenza dei decreti attuativi, il dettato normativo appare già oggi piuttosto chiaro e suscettibile di produrre effetti significativi sull’intero sistema produttivo. La norma stabilisce infatti che l’utilizzo di riferimenti all’artigianato e all’artigianalità sia consentito esclusivamente alle imprese iscritte all’albo degli artigiani e che producano direttamente i beni o i servizi pubblicizzati.
Tale impostazione evidenzia una prima criticità: l’introduzione di un requisito formale, l’iscrizione all’albo, che non necessariamente riflette le effettive modalità produttive. Ne consegue che imprese che operano secondo processi autenticamente artigianali, ma non in possesso di tale requisito, potrebbero trovarsi nell’impossibilità di qualificare correttamente i propri prodotti.
Una seconda problematica riguarda invece il concetto di filiera. La norma, infatti, impedisce a soggetti diversi dal produttore di utilizzare il riferimento all’artigianato, anche quando si tratta di prodotti effettivamente realizzati da artigiani. Un’impostazione che rischia di frammentare e indebolire la comunicazione dell’intero sistema produttivo.
Nel comparto del corallo e del cammeo, ogni lavorazione è per sua natura artigianale, frutto di competenze manuali e di un sapere tramandato nel tempo, come attestato anche dai disciplinari depositati al Ministero nell’ambito del percorso di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP).
Si configura pertanto una evidente contraddizione: una normativa concepita per tutelare e valorizzare il Made in Italy rischia, nella sua applicazione, di limitarne l’espressione e la comunicazione.
Assocoral continuerà, insieme ai propri consulenti e in sinergia con altre associazioni di categoria, a promuovere un confronto costruttivo con il legislatore, con l’obiettivo di ottenere i necessari chiarimenti e garantire una corretta interpretazione della norma.
Nel frattempo, l’associazione ha già provveduto ad aggiornare i propri associati in merito alle nuove disposizioni, raccomandando la massima attenzione nell’utilizzo dei riferimenti all’artigianato.

